giovedì 19 febbraio 2009

Questa vignetta farebbe ridere,


secondo Jobtalk, il blog sul lavoro del Sole24ore.

Provassero loro.....

giovedì 12 febbraio 2009

Rien ne va plus (1)

Il 17 febbraio esce “Rien Ne Va Plus”, l’antologia di Las Vegas Edizioni, a cura di Enrico Piscitelli. che contiene un mio racconto.
Dalla quarta: “Che ci fanno tutti insieme: un fotografo di moda immerso nei colori di Pechino, un uomo sovrappeso sperso in alto mare a bordo di un pattìno, tre spietati ladri bambini, una spia internazionale e un sogno che è diventato umano? Semplice: sono alcuni dei protagonisti dei quattrodici racconti di quest’antologia, che mette insieme i migliori talenti pescati da Enrico Piscitelli - dopo una spietata selezione - nel mare magnum di Internet. È Rien ne va plus, gente! Dove si muore per amore, si ama da morire e si lotta per venire al mondo, mentre l’Arno straripa allagando Firenze e il diavolo scopre di esser diventato una blogstar.
Racconti di Giacomo Buratti, Paolo Cacciolati, Cristian Confalonieri, Concetta De Vincenzo, Raffaello Ferrante, Matteo Gallo, Ilaria Giannini, Francesco Lonetti, Davide Ottaviano, Matteo Pascoletti, Guido Penzo, Gianluca Pezzella, Salvatore Piombino, Alessandro Raveggi.

sabato 7 febbraio 2009

Una riflessione su Eluana

In questo periodo di sarcofagia mediatica, dove assistiamo alla grande abbuffata di profittatori assortiti sul cadavere di una povera ragazza, l'unico intervento che mi è piaciuto è quello di Fabrizio Centofanti, animatore del litblog Lapoesiaelospirito.
Sto riflettendo da tempo sulla vicenda di Eluana, e mi sembra difficile venirne a capo. Recentemente è morta la persona a me più cara: ha avuto un infarto con edema polmonare; stava riprendendosi, ma poi è sopraggiunto un ictus e ha perso conoscenza.
Ho sperato che non entrasse in coma permanente, perché ritengo sia la condizione più dolorosa, sia per il malato sia per i suoi cari.
Questa esperienza ha reso ancora più arduo trovare una risposta soddisfacente alla situazione di Eluana.
Se il mio amico deceduto si fosse trovato in frangenti analoghi cosa avrei fatto? Certamente non avrei staccato il sondino. Con che diritto avrei potuto? L’avrei fatto per sollevare lui da una condizione priva di coordinate precise o per togliere me dall’angoscia di vederlo sospeso in uno stallo senza fine?
L’unica certezza è che avrei vissuto con il dolore di vederlo lì, vivo ma privo di reazioni visibili, nell’impossibilità di comunicare e di condividere i suoi pensieri, i suoi sentimenti.
Eppure, credo che mi sarei affezionato anche a quella vista, a quella compagnia: era il mio amico e lo sarebbe stato per sempre, sveglio o addormentato.
Magari lui avrebbe sorriso di me, che lo guardavo in modo ebete: e non avrebbe mai pensato di staccarmi la spina.

venerdì 6 febbraio 2009

Piccolo Dizionario Francescano (2): KASCIABBANCO

Kasciabbanco: termine di sospetta derivazione dall'arabo, forse dalla parola Kaash-a-bak. Pare sia un termine importato dai Saraceni ai tempi elle invasioni nell'Italia meridionale e in particolare in Sicilia, a indicare una cosa particolarmente ingombrante.
Oggi kasciabbanco viene utilizzato con significato analogo per oggetti tanto più voluminosi quanto più inutili.
Il termine è molto amato dai nonni, specie quelli con discendenze sanfratellane, per indicare giochi dei nipoti particolarmente ingombranti, come a far vedere che loro i nonni non danno tutta questa importanza a tali giochi, mentre in realtà si sciolgono come cera al sole alle grida dei nipotini impegnati con un qualsiasi kasciabbanco.