
Roman Polanski, intevistato nell'ultimo numero del Venerdì di Repubblica dice dell'Italia:
"Avete eletto il re degli imbroglioni: uno come Totò".
Lasciamo perdere che il paese di provenienza di Polanski si è eletto per ben due volte Giorgetto Bush. Lasciamo perdere che la nuova patria di Polanski si è eletta Sarkozy, perlaltro lodatissimo da Polanski ("quando parla lo capiscono anche i miei figli", sic!).
Ma prendere Totò come esempio di imbroglione significa perlomeno non aver capito un cazzo nè di Totò nè della storia del cinema italiano.
Polanski, mavaffanculo,
anzi, come direbbe Totò, tiè!
(e questo è il mio centesimo post, che dedico al grande Principe De Curtis.)

2 commenti:
posso unirmi?
TIE' TIE' E ANCORA TIE'!
vista appena adesso la sua comparsata da Fazio.
Fazio è sempre più imbarazzante nella sua propensione alla genuflessione che dev'essere cosi incontrollabile, da portarlo a profferire delle domande che un cerebroleso saprebbe porre con molta più arguzia (ma chi glieli scrive i testi ?).
Comunque, taFazzi-o, si è superato.
Su tutte la gaffe, di chiedere al regista "perchè nel film, al contrario di ciò che è capitato nella sua infanzia, lei fa morire il bambino che torna nel ghetto ?".
E Polanski, serafico, "ma è
l'incipit del libro da cui è tratto il film".
Posta un commento